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Le “vongole dei poveri”

Le “vongole dei poveri”

Il boom della cucina “di mare” al Circeo risale agli anni 50, quando la richiesta di prodotti del mare crebbe dipari passo con l’arrivo dei “vip”, in maggior parte dell’ambiente del cinema, richiamati dalla vicinanza a Roma e dalla possibilità di costruirsi eleganti ed esclusive ville sul mare alle pendici del promontorio.

Fino ad allora, infatti, i sanfeliciani avevano guardato con sospetto al mare aperto e, al limite, avevano consumato pesce e vongole del Lago di Paola, specchio acqueo ben più tranquillo rispetto alle correnti che battono le coste.

Ma il mare offriva loro due prodotti facili da raccogliere: telline e cannolicchi.

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Le telline sono una prelibatezza semisconosciuta della cucina tradizionale italiana: molto apprezzate sin dai tempi dell’antica Roma, la Tellina mantiene una tradizione di pesca che si è conservata tutt’oggi. La raccolta avviene con dei rastrelli  montati su delle piccole imbarcazioni da pesca costiera che escono in mare dall’alba sino a mezzogiorno esclusivamente nelle giornate di mare calmo.

cannolicchi, invece, si raccolgono nelle zone di bassa marea servendosi di un minuscolo arpione con il quale infilzarli ed estrarli dalle loro gallerie, profonde fino a 25-30 cm, riconoscibili per la presenza di un foro da cui prelevano l’acqua che gli serve per vivere. Una volta pescati essi contengono molta sabbia, per cui richiedono un’accurata pulizia prima del consumo.

Buoni entrambi, diversissimi, il cibo dei poveri di ieri oggi è diventato un prodotto per palati raffinati.

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